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PALESTINA
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Da: Forumpalestina <forumpalestina@libero.it>
Sito: http://www.forumpalestina.org
L'Italia ha premuto per rinvio esame del testo di rapporto Ue che accusa la politica israeliana su Gerusalemme
Un rapporto riservato
dei rappresentanti diplomatici europei critica decisamente
la politica israeliana su Gerusalemme est, affermando che insediamenti e barriera
di difesa stanno ''riducendo la possibilita' di un
accordo sullo status finale per Gerusalemme che sia accettabile per i palestinesi''.
Il rapporto,
citato oggi sul New York Times
e il Guardian, e' stato presentato al consiglio europeo
dei ministri degli Esteri di lunedi', sotto la presidenza
di turno del britannico Jack Straw. Ma il Consiglio,
scrive il quotidiano britannico, ha rinviato la discussione al mese prossimo su pressione dell'Italia che, riferiscono
le fonti, Israele considera il suo migliore alleato nell'Unione Europea.
Il documento,
riferisce il Guardian, e' stato preparato dal consolato
britannico a Gerusalemme est, mentre il New York Times
lo attribuisce a rappresentanti diplomatici europei a Gerusalemme est e Ramallah.
Nel testo si
afferma che il piano di Sharon per collegare Gerusalemme
al grande insediamento di Ma'ale Adunim in Cisgiordania ''minaccia di completare l'accerchiamento della citta' con insediamenti ebraici, dividendo la Cisgiordania in due separate aree geografiche''.
Fra le raccomandazioni del rapporto, vi e' quella di riprendere gli incontri
a Gerusalemme est con ministri dell'Autorita' nazionale
palestinese, invece di averne solo in Cisgiordania,
come accade attualmente.
La nascita di
un futuro Stato palestinese e' messa in dubbio "dalla politica premeditata"
di Israele che aspira "alla completa annessione
di Gerusalemme Est" al suo territorio. L'accusa e' contenuta in un memorandum confidenziale redatto da diplomatici
dell'Ue a Gerusalemme Est, consegnato ai ministri
degli Esteri dell'Unione e finito in mano al Foreign Office (Londra e' presidente di turno dell'Unione).
Il progetto di Israele, che trova spazio nelle prime
pagine dei principali quotidiani internazionali, sarebbe quello di annettere
Gerusalemme Est prima che possa diventare la capitale del futuro Stato palestinese.
Secondo il Guardian, in seguito a pressioni dell'Italia
- che, a quanto scrive il giornale britannico, Israele reputa il suo alleato
europeo piu' sicuro - i capi delle diplomazie dei paesi europei avrebbero deciso
di non prendere
alcuna decisione in merito fino al mese prossimo.
Il rapporto,
che consta di 11 pagine, riferisce che il progetto di espansione
di Ma'ale Adumin, principale
insediamento cisgiordano, ha per fine l'annessione
di Gerusalemme Est e "minaccia di completare l'accerchiamento della citt
da parte di insediamenti ebraici, dividendo la Cisgiordania
in due aree geografiche separate". Nel documento si aggiunge che, al completamento
del progetto, i coloni ebrei occuperebbero un'area di 53 miglia quadrate, ben
pi ampia dell'attuale 15% del territorio locale che ospita attualmente
circa 30.000 residenti ebrei. Si tratterebbe di una porzione di terra "pi
ampia di Tel Aviv".
Il memorandum
ricorda, inoltre, le eventuali ripercussioni economiche sulla Cisgiordania, "che dipendono in larga parte proprio dall'accesso
a Gerusalemme Est", e segnala che, quando sar
completato il muro di separazione, Israele "controller
tutti gli accessi in citt, isolando le citt satelliti palestinesi di Betlemme e Ramallah e il resto della Cisgiordania".
Tutto ci avr
"serie conseguenze economiche, sociali e umanitarie per i palestinesi",
mentre lo Stato ebraico avr raggiunto il suo scopo
di "isolare Gerusalemme Est, centro politico e commerciale della
vita palestinese".
Nel testo dei
diplomatici Ue, redatto nel mese di
ottobre, si invita l'Unione Europea a prendere iniziative concrete per
sostenere il progetto dell'Anp di uno Stato palestinese
con capitale Gerusalemme Est. Ma i ministri degli Esteri europei, riferisce
l'Independent, avrebbero imposto il veto alla pubblicazione
del documento, che sottolinea tra l'altro "la
violazione da parte di Israele degli obblighi assunti con la road map
e delle leggi internazionali". Una decisione, che secondo quanto scrive
il Guardian, sarebbe stata caldeggiata
dall'Italia, considerata da Israele il miglior alleato europeo, e che sarebbe
legata alla necessit di non mettere a rischio le relazioni con
lo Stato ebraico, specie in un momento in cui il governo israeliano
ha dato il suo assenso alla missione Ue a Rafah (guidata dal generale italiano Pietro Pistolese), al confine tra la Striscia di Gaza e l'Egitto.
Intanto il rappresentante
speciale dell'Ue per il processo di pace in Medio
Oriente, Marc Otte, ha cercato
di minimizzare, spiegando che si e' trattato solo della
richiesta dei ministri degli Esteri di conoscere pi approfonditamente la situazione
socio-economica di Gerusalemme Est. "Non c' alcun rapporto sul tavolo",
ha detto Otte, secondo quanto riferisce il
New York Times. "Non c' nulla di eccezionale
o di straordinario. Hanno ricevuto pi di un rapporto". E alcuni di essi, spiega il quotidiano Usa, riguarderebbero il Kosovo e l'Iran. "Non c'e' una crociata europea. Le nostre
relazioni con Israele sono molto migliorate, sono diventate
pi concrete e pragmatiche. Ma nostro obbligo, come
membri del Quartetto (che promuove la road map, ndr)
monitorare gli eventi in corso sul posto".
Quanto allo Stato
ebraico, il portavoce del ministero degli Esteri, Mark
Regev, ha precisato al Guardian
che "Gerusalemme dovrebbe rimanere la capitale unita di
Israele. Allo stesso tempo, Israele si e' impegnato
a fare della questione di Gerusalemme uno degli argomenti finali" dell'eventuale
accordo con i palestinesi.